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Geopolitica Europea

Il Virus Patriottico della Repubblica Popolare

54 giorni dopo i primi casi, vengono reclusi gli 11 milioni di cittadini di Wuhan. Poi ho scoperto che ci sono stati 5 voli al giorno in questi 54 giorni tra l’Italia e Wuhan la cittadina raffigurata in foto, e io sono da quasi un mese in lockdown.

Mi è tornato sotto mano questo New York Times preso in un hotel di Milano quando ancora non eravamo nelle condizioni della foto nel post.
È del 30 gennaio 2020. All’interno viene riportata un’opinione di Nicholas Kristof dal titolo il “Coronavirus rivela i costi del governo di Xi”.
L’autore, Occidentale e pregiudizievole, cerca di decifrare un percorso. La prima infezione è stata registrata a Wuhan il primo dicembre 2019 e il lockdown è stato effettuato il 23 gennaio 2020: esattamente 54 giorni dopo.
I medici che per primi denunciarono l’infezione furono costretti a rimangiarsi la parola perché furono sgamati nei loro messaggi su WeChat.
Giustamente! Stavano creando allarmismo ingiustificato.
Ma la cosa che mi ha colpito di più non è stata questa e nemmeno gli oltre 5 milioni di cittadini che sono fuggiti da Wuhan verso l’ignoto nei 54 giorni, ma è stata la considerazione del covid -19 come un “virus patriottico” incapace di uscire dai confini della Repubblica Popolare.

L’allarme del Partito comunista cinese all’Organizzazione Mondiale della Sanità è stato dato il 31 dicembre 2019 con le premesse di confinamento dei focolai “patriottici” mentre i cittadini cinesi sono rimasti all’oscuro fino a metà gennaio.
Kristof scriveva tutto questo il 30 gennaio dove erano già stati riscontrati casi in Germania e in altri paesi. Xi aveva dato alla fine dello scorso anno queste rassicurazioni alle aziende estere, agli investitori e ai turisti perché non avrebbe avuto senso allarmare il Pianeta.

54 giorni dopo i primi casi, vengono reclusi gli 11 milioni di cittadini di Wuhan.

Poi ho scoperto che ci sono stati 5 voli al giorno in questi 54 giorni tra l’Italia e Wuhan la cittadina raffigurata in foto, e io sono da quasi un mese in lockdown.

Di Gianluca Pocceschi

scrittore, ricercatore indipendente e analista geopolitico. Nasce a Grosseto nel 1981. Negli anni accademici esplora l’Europa dalla Faculté des Lettres, Langues et Sciences Humaines di Angers. Si laurea in Relazioni Internazionali all’Università di Perugia e dopo studi sulla dissoluzione dell’ex Jugoslavia vola all’Ambasciata d’Italia a Belgrado.
Nei Balcani inizia a scrivere e dopo collaborazioni con testate online fonda geuropa.it
Frontiere senza nazioni è il suo esordio letterario.