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Geopolitica Europea

Giuseppe Coso, il Capitone e la Parabola del Meccanismo Europeo di Instabilità

Il governo Conte primo si vocifera abbia dato il via libera al cambiamento delle condizioni del meccanismo Europeo di Stabilità (MES), uno strumento economico permanente di stabilizzazione finanziaria che ha salvato Cipro, Spagna e Grecia. L’Italia è il terzo maggior sostenitore dopo Francia e Germania con un capitale interamente versato di 14 miliardi e una quota di partecipazione del 17,8% sul totale di 705 miliardi di euro.

“Pare che nei mesi passati Conte abbia firmato di nascosto, magari di notte, un accordo in Europa per cambiare il Mes e trasformare il ’Fondo salva Stati’ in ’fondo ammazza Stati’”.

Salvini così ha apostrofato la decisione del suo premier (allora era ancora al governo con lui). Mi dispiace deludere il Capitone, ma non c’è mai stato un meccanismo per salvare. Nell’economia capitalista è “io o te” e non “io e te”; quest’ultimo è il socialismo.

Giuseppe Conte e Matteo Salvini, quasi amici

Yanis Varoufakis, ex ministro greco delle finanze, nel libro “Il Minotauro Globale” critica aspramente i contorti meccanismi che fanno parte del Fondo.

“La somma a garanzia fornita agli Stati in difficoltà viene suddivisa e composta dalle partecipazioni di ciascun stato membro non in difficoltà.

In poche parole, parte dei soldi concessi alla Grecia corrispondono a capitali messi a disposizione in parte dalla Germania, in parte dall’Italia, dalla Francia e così via. Ma, dato che ogni stato riesce a garantire uno status di affidabilità, alla quota versata da ciascuno stato viene riconosciuto un interesse diverso.”

Ed è qui il pericolo: se uno degli Stati più “affidabili” dovesse trovarsi in difficoltà e aver bisogno del Meccanismo, la quantità dei fondi che non può più garantire si riversano necessariamente sugli Stati più piccoli.

Non c’è mai stata una logica di “salvezza”. L’Italia è un paese solvibile per merito dei conti correnti di privati e imprese che permettono una liquidità di quasi 2.000 miliardi di euro, quasi l’intero PIL. Il rischio di utilizzare i soldi degli italiani c’era già prima e nessuno ha mosso un dito nemmeno il Capitone che all’epoca era a Bruxelles.

Gli italiani non comprano più titoli di Stato. Siamo passati dal quasi 50% di acquisti alle aste pubbliche al quasi deserto odierno che si aggira al intorno al 5% di avventori nostrani. La BCE guidata da Mario Draghi per tenerci a galla ha comperato sul mercato secondario circa 350 miliardi di euro portando la quota del debito pubblico in mano ad attori stranieri oltre il 50%.

Sono la maggioranza del capitale statale italiano.

Ma i sovranisti dov’erano? A Bruxelles e ancor prima con Berlusconi erano al governo. Come sempre ci pisciano in testa e ci dicono che piove!

Di Gianluca Pocceschi

scrittore, ricercatore indipendente e analista geopolitico. Nasce a Grosseto nel 1981. Negli anni accademici esplora l’Europa dalla Faculté des Lettres, Langues et Sciences Humaines di Angers. Si laurea in Relazioni Internazionali all’Università di Perugia e dopo studi sulla dissoluzione dell’ex Jugoslavia vola all’Ambasciata d’Italia a Belgrado.
Nei Balcani inizia a scrivere e dopo collaborazioni con testate online fonda geuropa.it
Frontiere senza nazioni è il suo esordio letterario.