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Boris e l’assicurazione LondonGrad nel dopo Brexit

La ricchezza russa ha permeato nella società britannica più che in ogni altro paese del mondo occidentale. L’ingente ammontare di soldi che gli oligarchi post – sovietici hanno pompato nella Londra del nuovo millennio, significa per molti critici che il governo dopo la Brexit vede Mosca.

Messaggi segreti della City, il centro finanziario della capitale britannica, rivelano la non volontà di sbattere le porte agli investitori russi.

Ad esempio, la Gran Bretagna garantisce un visto di tre anni a chi investe 1 milione di sterline nei suoi titoli di Stato. Due anni dopo gli stessi “investitori” possono ottenere una residenza per il tempo della durata del titolo con una somma di 10 milioni di sterline.

Tra la fine del 2008 e la fine del 2013 sono stati garantiti 433 visti di questo tipo a cittadini russi, un dato superiore ad ogni altra nazionalità. Solo i cinesi con 419 visti sono stati al passo.

In base alle statistiche diffuse da Indipendent Schools Council, l’8,3% dei bambini non britannici delle scuole private di Londra sono russi. Questo significa che oltre 60 milioni di sterline vengono versati come retta scolastica ogni anno.

Gli oligarchi russi sono inoltre dei grossi compratori di ville, palazzi e attici di lusso nella zona centrale della capitale britannica. Secondo Savils, un’agenzia immobiliare, sono il 4% i russi che hanno investito nel mattone tra Chelsea e Westmister con compravendite che in media hanno l’ammontare di 6.3 milioni di sterline.

Londra rimane il miglior mercato finanziario per le aziende russe in cerca di riconoscimento internazionale. Sono infatti 28 le aziende russe quotate nella borsa londinese,con  un valore di mercato di circa 260 miliardi di sterline. Nella borsa di Wall Street di New York, sono soltanto due.

I numeri importanti dell’asse Mosca – Londongrad saranno un buon salvacondotto del dopo Brexit.

Credit by www.tripconnector.it

Di Gianluca Pocceschi

Sono un laureato in Relazioni Internazionali con passaporto europeo e profondamente europeista. La mie passioni sono i libri per la scuola, la porta da calcio e la geopolitica. Scrivo per distruggere le banalità sull'Europa.