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Elezioni Europee 2019

La mia simpatia per Violeta Tomič

Violeta Tomič ha un percorso peculiare.
Nata a Sarajevo nel 1963, ha dovuto affrontare 2 disgregazioni non banali: prima quella dei suoi genitori, che l’ha portata a seguire la madre in Slovenia (il padre era un musicista bosniaco) e poi la fine della ex-Jugoslavia. Coefficiente di simpatia +1.

Nel 1991, alla nascita della Slovenia, aveva l’età che ho io adesso: credo fermamente che ritrovarsi in tutto quel trambusto abbia contribuito non poco alla formazione del suo modo di concepire l’Europa. Coefficiente di simpatia +2.

A quel tempo Violeta era già un’attrice teatrale affermata: diplomatasi nel 1985 all’accademia di Lubiana interpretando Jacinta nel dramma in tre atti di Ivan Cankar Pohujšanje v dolini šentflorjanski “Scandalo nella Florian Valley” (interpretazione che le permise di vincere il premio studentesco Severjeva nagrada) aveva coltivato il suo talento per la recitazione, che l’aveva portata a fondare la sua compagnia teatrale e a fare la sua comparsa nella tv slovena come attrice e conduttrice.

Nota a margine: leggendo la biografia del neoromantico Cankar, un uomo schierato sempre in difesa dei più deboli, non si può fare a meno di chiedersi se non sia stata fonte di ispirazione per Violeta. Coefficiente di simpatia +3.

Violeta interrompe nel 2004 la sua carriera di attrice per iniziare la militanza politica nel Partito per lo sviluppo sostenibile della Slovenia (TRS) che presiederà prima di farlo confluire nella coalizione Sinistra Unita (Združena Levica), formata dai vari partiti della sinistra slovena.

Con Levica viene eletta due volte nel parlamento sloveno: 2014 e 2018.

(Avete capito bene: ha contribuito alla creazione di una coalizione di partiti di sinistra pura che ha preso quasi il 10% alle politiche di un paese balcanico. Coefficiente di simpatia +4).

Con la sua elezione coincidono i primi attacchi personali della destra nazionale slovena a causa del suo impegno nel campo del riconoscimento dei diritti civili per la comunità LGBTQ. Coefficiente di simpatia +4.

Violeta Tomič è ora candidata a presidente del Consiglio Europeo con il Partito della Sinistra Europea.

Penso che sia un passo molto grande per lei e che in qualche modo i leader della sinistra nazionale slovena vogliano toglierla politicamente di mezzo. Il rischio infatti di vederla bruciarsi con le elezioni che probabilmente consacreranno il populismo di destra nelle aule di Bruxelles e Strasburgo è molto alto e ha davanti una missione quasi impossibile. Coefficiente di simpatia, a malincuore, +5.

Qualche giorno fa Violeta è stata intervistata in diretta streaming da Euronews e, dietro un inglese abbastanza stentoreo, ha espresso diverse opinioni interessanti.

Alcuni esempi:

La Cina e la Russia non sono una minaccia per l’Unione Europea (i loro leader forse sì, ndr).

La sede europea di Strasburgo è uno spreco di denaro.

Facebook dovrebbe essere sottoposto a una regolamentazione più stringente.

Julian Assange non dovrebbe essere estradato.

La Crimea dovrebbe votare la sua annessione alla Russia tramite un nuovo referendum.

Dobbiamo impegnarci per far pagare le tasse agli evasori e alle big corp. Chi evade non fa altro che aumentare il divario tra poveri e ricchi.

Le grandi corporation fanno affari in Europa perché trovano le infrastrutture (strade, ponti, copertura internet) che i contribuenti hanno finanziato: è giusto quindi che paghino anche loro le tasse. Altrimenti chiedete loro perché non vanno a fare affari in Afghanistan.

Coefficiente di simpatia +6. Direttamente fra Bakunin e il mio migliore amico.

In bocca al lupo, Violeta. 

 

Il video integrale dell’intervista:

 

 

Di Andrea Gozzi

Nerd a tempo pieno con la passione per la geopolitica. Passo un terzo della mia giornata lavorando per un'agenzia di Digital Marketing, il resto ad informarmi sul mondo. Sono il curatore tecnico del sito www.geuropa.it