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Brexit

Contra Mundum

BoJo, ex sindaco di LondonGrad e primo ministro di un’isola piccola e sola con la pandemia che colpisce in maniera imponente gli strati sociali che hanno sempre sostenuto la Brexit, il messaggio del tutti mali vengono dall’Europa diventa sbiadito. L’isolamento nazionale va di pari passo con l’isolamento sociale. E’ tempo do scegliere per il futuro e con chi stare accanto.

Un’isola piccola e sola così appare la Gran Bretagna in questi tempi difficili.

Tutto quello che era in cantiere per fare divenire Londra una nuova porta tra Europa, America e Cina sta diventando sempre più una costruzione difficilmente realizzabile.

La Brexit di Nigel Farage era xenofobica e ermetica mentre il messaggio di Boris Johnson ha sempre spostato l’attenzione verso un’altra creatura gretta e chiusa: l’Unione Europea.

Una distinzione netta che ha dato energia al progetto della separazione dell’isola dal continente.

Attualmente con la pandemia che colpisce in maniera imponente gli strati sociali che hanno sempre sostenuto la Brexit, il messaggio diventa molto sbiadito e di difficile veicolazione.

Il progresso economico che veniva visto come fumo negli occhi accanto a Bruxelles perché frutto di una visione volta a depredare il sentimento britannico ora è ancor di più in mezzo alle fiamme senza un estintore a portata di mano.

Essere partner di tre mondi (America, Cina e UE) quando sei piccolo piccolo come la Luna diventa molto difficile: una condanna a essere satellite.

I fasti del XVIII e XIX secolo non sono più applicabili alla complessità del mondo odierno. Era cosa nota per carità, ma ora scegliere diventa un terreno molto scivoloso.

Sbagliare potrebbe sancire l’essere ingoiato da un vicino molto vorace e di dimensioni estremamente più grandi.

Avvicinarsi alla Cina per esempio per il 5G vorrebbe dire allontanarsi dagli Stati Uniti e da tutto quello che loro rappresentano nel mondo. Fraternizzare con il nemico potrebbe coincidere con un eterno limbo. Potrebbe significare rinnegare l’identità e quindi l’entusiasmo per una “Bretagna globale”.

Dare l’amicizia a un paese che muove la sua economia industriale con i sussidi, con banche dello Stato che danno crediti a basso costo con discriminatori standard di spionaggio industriale e mossa da un regime autoritario: Questa sarebbe la Bretagna Globale del dopo Brexit?

L’altro lato dello scacchiere significherebbe scegliere gli Stati Uniti lasciare indietro l’Impero che ha sempre visto la Gran Bretagna come qualcosa di diverso dal capitalismo predatorio di Washington.

Non più Commonwealth, ma spalla del ricco mondo pronta a difenderlo in tutte le sue manie. Pechino ormai in rotta con Washington lascerebbe andare Londra disarcionando il flebile filo del possibile satellite.

BoJo, ex sindaco di LondonGrad, con la Russia ridotta ad attore pandemico di secondo ordine guida una isola sempre più sola.

Forse la vera casa che ha lasciato era l’Europa, il canale chiamato Manica forse era un messaggio, oltre che una parte della Camicia.

Fptp Craig Whithead via unsplash.com

Di Gianluca Pocceschi

scrittore, ricercatore indipendente e analista geopolitico. Nasce a Grosseto nel 1981. Negli anni accademici esplora l’Europa dalla Faculté des Lettres, Langues et Sciences Humaines di Angers. Si laurea in Relazioni Internazionali all’Università di Perugia e dopo studi sulla dissoluzione dell’ex Jugoslavia vola all’Ambasciata d’Italia a Belgrado.
Nei Balcani inizia a scrivere e dopo collaborazioni con testate online fonda geuropa.it
Frontiere senza nazioni è il suo esordio letterario.