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Oltre all’Ucraina c’è di più. L’altra Battaglia della Russia e dell’Occidente è in Africa

Dal Fronte Orientale Europeo al colpo di Stato in Burkina Faso, il quarto in un anno nella regione. Cosa collega questi due mondi lontani? Piccolo assaggio delle prossime Conversazioni sull’Africa.

L’Europa e l’Occidente sono in agitazione. La Russia potrebbe invadere l’Ucraina. Vediamo le fregate spagnole spingersi nel Mar Nero e i diplomatici statunitensi, australiani e britannici che fuggono da Kiev. Soldati olandesi pronti a salpare per le repubbliche baltiche come segnale che l’attacco è imminente.

Annalena Bearbocknuovo ministro degli Esteri tedesco, verde e atlantista, è volata prima nella capitale ucraina e poi in quella russa. Ha incontrato i suoi omologhi. Il ministro ucraino è stato rassicurato sul sostegno della Germania e dell’Europa in questa escalation. Ricordiamo l’Ucraina dopo le sommosse di piazza Maidan del 2014, quando fu sedotta e abbandonata dall’Unione Europea. Credo che questa volta urge un processo alle intenzioni! Ma crediamoci …

Il secondo, il russo Sergey Lavrov, che ha ricordato ad Annalena di non politicizzare il gasdotto Nord Stream (quello che collega la Russia direttamente alla Germania)è stato praticamente anch’esso rassicurato che lo spazio di influenza russo non è in pericolo. Angela Merkel alzava il telefono e chiamava Putin, ma non possiamo avere tutto subito.

Un bel viaggio dopotutto, molto produttivo devo dire, mentre 100 mila soldati di Mosca sono a 200 km dal confine dell’ex repubblica sovietica. Ritornata a Berlino, il neo ministro degli Esteri tedesco ha incontrato anche Antony Blinken, segretario di Stato americano, e indovinate un pò! Ha rassicurato anche lui sulla crisi.

Gli fa eco Joseph Borrell, commissario esteri UE, “non dobbiamo allarmarci.” Dobbiamo prestare molta attenzione a quello che lui dice soprattutto in virtù della mega gaffe su Navalny quando visitò Mosca nel febbraio 2021 (credo che fece arrabbiare praticamente tutti i paesi a Ovest degli Urali).

Siamo messi così in Europa e forse per una volta abbiamo ragione.

NIENTE PANICO!

E’ una narrazione occidentale per testare la mancanza di volontà di Putin per invadere l’Ucraina. Un gioco di nervi a cui partecipano in solido Gran BretagnaAustralia e Stati Uniti che hanno ritirato parte del personale diplomatico dalla capitale ucraina. Forse stanno tutti attendendo un incidente al confine. Una buona e sana sparatoria alla frontiera con 500 carri armati pronti a invadere al primo colpo. Una scaramuccia!

Il ministro della Difesa ucraino, serafico, annuncia che “nessuna minaccia immediata di attacco russo”. 92 minuti di applausi!

Ma perchè la Russia dovrebbe invadere l’Ucraina?

  • Contiguità culturale e linguistica con milioni di ucraini;
  • Fermare l’espansione della Nato;
  • Sbocco totale sul Mar Nero;

Queste sono le ragioni che potete approfondire in quest’altro articolo, un altro piccolo tassello della saga.

E In Italia? Si parla di Vlahovic alla Juventus e di una elezione del presidente della repubblica di una classe politica allo sbando.

LA BATTAGLIA PER L’AFRICA

Tutto questo ha fatto passare sotto traccia la vera notizia della settimana. La riporto in un tweet:

Una lettera del capo di Stato del Burkina Faso, Roch Kaborè, che lascia la presidenza. E’ stata letta nella TV pubblica e con questo gesto il potere passa in mano ai militari. Il paese sta vivendo una tremenda stagione di terrorismo dove gruppi transfrontalieri destabilizzano e instillano odio e violenza.

Gli attentati e l’insicurezza hanno spaventato anche il modo di percepire la libertàCosì la popolazione plaude per certi versi a questa stretta autoritaria.

La condanna del colpo di Stato è ampia: da Antonio Gutierrez, segretario generale delle Nazioni Unite, a Josep Borrell, alto rappresentante della politica estera UE. Il portavoce del dipartimento di Stato USANed Price, ha espresso con un tweet il disappunto mentre l’Unione Africana e la Comunità economica degli Stati dell’Africa occidentale hanno fatto un comunicato congiunto di seria preoccupazione per il golpe.

In Burkina Faso, il cui nome significa il paese degli uomini integri, vivono 4.000 francesi a cui il governo di Parigi ha intimato di rimanere a casa in questi giorni. Infatti alcune bandiere francesi sono state bruciate in piazza.

Una tensione latente verso il vecchio padrone coloniale soppiantata da un germe di presenza russa sempre più ingombrante fatto di propaganda social e vendita di armamenti.

QUARTO COLPO DI STATO

E’ il quarto colpo di Stato organizzato in Africa nell’ultimo anno. I precedenti sono stati in Ciad, Sudan e Mali.

In quest’ultimo la presenza russa è fatta proprio di uomini, circa 450 del gruppo Wagner, mercenari capitanati da Yevgeny Prigozhin, dopo che è cominciato il ritiro dei 5.100 soldati arrivati nel 2013 per combattere nel paese la minaccia Jihadista.

Assimi Goita, il presidente del Mali, installato come capo di una giunta militare i cui membri sono stati in parte addestrati per mano russa, avrebbe dovuto tenere delle elezioni libere a febbraio. Ma non lo farà.

Una decisione che ha fatto arrabbiare fortemente la Comunità economica degli Stati dell’Africa occidentale che ha comminato sanzioni certificate da Stati Uniti, Francia e Gran BretagnaIl veto russo alle Nazioni Unite ha scongiurato il rigetto globale. Un segnale della ormai sempre più influente presenza di Mosca in Africa.

Di questo e molto altro parleremo nel prossimo incontro che potrete seguire anche online su il Diario di Geuropa

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Di Gianluca Pocceschi

scrittore, ricercatore indipendente e analista geopolitico. Nasce a Grosseto nel 1981. Negli anni accademici esplora l’Europa dalla Faculté des Lettres, Langues et Sciences Humaines di Angers. Si laurea in Relazioni Internazionali all’Università di Perugia e dopo studi sulla dissoluzione dell’ex Jugoslavia vola all’Ambasciata d’Italia a Belgrado.
Nei Balcani inizia a scrivere e dopo collaborazioni con testate online fonda geuropa.it
Frontiere senza nazioni è il suo esordio letterario.