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La Fine del Gulliverismo

Era partita con la pericolosa modestia di Obama sul Medio Oriente ed è continuata con Trump; Dal “costruire la Nazione a casa” di Barack al “Futuro non appartiene ai globalisti” di Donald, in poche parole è la fine delle parabola del gigante.

Nessun ordine mondiale è per sempre. Sovente l’equilibrio del potere è cambiato, i sistemi falliscono nel loro adattamento alla realtà e marciscono.

La pace dopo il congresso di Vienna del 1815 è stata erosa piano piano; il trattato di Versailles dopo la Prima guerra mondiale è collassato velocemente. Il cambio tra un potere dominante e l’altro spesso ha significato Guerra (il passaggio di scettro tra la Gran Bretagna e gli Stati Uniti è una rara eccezione).

Il Covid- 19 è una nuova sfida. Il vuoto da colmare esiste soprattutto per coloro che respiravano la “salutare” aria della leadership americana.

Il “Wuhan virus” di Mike Pompeo è solo l’ultimo dei capitoli della saga a stelle strisce volta ad abbandonare il Gulliverismo. Quel modo di interpretare il Multilateralismo ormai superato dalla presidenza Obama allorché rispose con pericolosa modestia alle turbolenze mediorientali: diceva che doveva “costruire la nazione a casa”. La presidenza Bush junior aveva aperto la strada con l’invasione dell’Iraq del 2003.

Il Trumpismo

Trump ha fatto di questa scelta il suo megafono:

  • fuori dagli accordi di Parigi su clima;
  • stralciato l’accordo sul nucleare con l’Iran;
  • dubbi sul rapporto con NATO;
  • minare costantemente l’Organizzazione del commercio mondiale avversando qualunque nomina dei giudici di appello;
  • ha chiamato l’Unione Europea una Nemica;
  • Sfoggia il suo spasmodico amore per le sanzioni;
  • Abusa dell’esorbitante privilegio di avere la moneta come base delle più grande riserve valutarie del
    Globo;
  • Washington è uscita dall’UNESCO e dal consiglio sui diritti umani di Ginevra perché ricettacolo di pregiudizi anti israeliani.

“Prima gli americani” é uno slogan che sembra uscito dal gran pezzo di isolazionista di Cabot Lodge, senatore che si dette un gran d’affare negli anni Venti del Novecento per affossare la partecipazione degli Stati Uniti alla “povera” Società delle Nazioni: mission complete!

A settembre The Donald ebbe modo di dire all’Assemblea Generale delle Nazioni unite: “Il futuro non appartiene ai globalisti”.

6 mesi dopo il COVID ha cancellato la Globalizzazione e determinato la ormai dichiarata fine del Gulliverismo.

Foto Lava Lavanda via unsplash

Di Gianluca Pocceschi

scrittore, ricercatore indipendente e analista geopolitico. Nasce a Grosseto nel 1981. Negli anni accademici esplora l’Europa dalla Faculté des Lettres, Langues et Sciences Humaines di Angers. Si laurea in Relazioni Internazionali all’Università di Perugia e dopo studi sulla dissoluzione dell’ex Jugoslavia vola all’Ambasciata d’Italia a Belgrado.
Nei Balcani inizia a scrivere e dopo collaborazioni con testate online fonda geuropa.it
Frontiere senza nazioni è il suo esordio letterario.