Categorie
Approfondimenti Mensili

Il Diritto di vendere il Passaporto

Chi sono gli Europei? Coloro che hanno il pezzo di carta più ambito al mondo.

Golden passaport

Essere cittadino dell’area Schengen permette di viaggiare in 27 paesi e mangiare cibi buoni e appetitosi. E’ un sogno planetario fare parte di questa comunità. Il desiderio di centinaia di migliaia di disperati che nelle ultime decadi hanno cercato con vari escamotage di penetrare all’interno di questo continente dorato.

Se sei ricco non ti tirano le pietre anzi hai un bel tappeto rosso che ti aspetta. Con 2,2 milioni di euro puoi garantirti un passaporto cipriota e viaggiare dove vuoi in Europa; a Malta servono meno quattrini: circa un milione di euro.

Van der Layen ha dichiarato guerra ai “golden passport”, ma Cipro, giustamente, fa orecchie da mercante visto che quell’entrata è valsa 7 miliardi dal 2013, un quarto del PIL.

Con la BREXIT la diaspora irlandese si sfrega le mani considerando i 6 milioni che vivono in Gran Bretagna e che possono richiedere il passaporto comunitario semplicemente perché hanno un nonno dell’isola.

lA DIASPORA

L’Italia è ancora più generosa con la sua diaspora. Chiunque, con un antenato maschio della penisola ha il colpo giusto per prendere un passaporto italiano. Lungo la linea patriarcale, non ci sono limiti così il diritto arriva dritto al 1861, anno dell’unità d’Italia. Il diritto per i discendenti del ramo femminile scatta invece dal 1948. Tra il 1998 e il 2010, un milione di persone hanno ottenuto un passaporto italiano passando per questa via.

Una stima certifica che possono ottenere la cittadinanza italiana un potenziale di 60 milioni di persone. Tuttavia la maggior parte di loro sono concentrati nei cosiddetti paesi ricchi e difficilmente faranno ritorno nella terra degli antenati. Ma se diventassero poveri?

PRESUPPOSTI POLITICI

I passaporti possono essere concessi anche per presupposti politici. Il primo ministro ungherese, Viktor Orban, è stato il più astuto al riguardo. Dopo la prima guerra mondiale allorché le frontiere dell’Europa orientale furono ridisegnate, gli ungheresi etnici furono lasciati dispersi nei paesi vicini come Serbia e Romania.

Il governo Orban ha ammorbidito le regole per la cittadinanza nel tentativo di naturalizzare ed emancipare un milione di loro. Tra il 2011 e il 2016, 180.000 nuovi ungheresi sono stati creati ogni anno, più che il numero di naturalizzazioni di Francia e Germania secondo Yossi Harpaz autore del libro “Cittadinanza 2.0”, un libro sulla doppia nazionalità.

Se qualcuno puó tracciare il lignaggio nella giusta parte dell’Impero Austro ungarico e abbia la volontà di studiare la lingua ungerese – notoriamente molto difficile – può richiedere il passaporto ungherese.

La strategia ha avuto successo: quando i nuovi cittadini ungheresi voteranno, in modo schiacciante lo faranno per Orban.

ESPIAZIONE

Offrire la cittadinanza come forma di espiazione è un’altra maniera comune. L’Austria, che normalmente restringe le possibilità della doppia cittadinanza, adesso permette ai discendenti degli ebrei espulsi o fuggiti durante gli anni Trenta e Quaranta di richiedere il passaporto.

Un simile diritto può essere trovato in Germania, dove è incluso anche nella costituzione. La Spagna va perfino oltre, permettendo ai discendenti degli ebrei sefarditi cacciati nel XV secolo di richiedere la cittadinanza spagnola.

I discendenti musulmani cacciati nello stesso periodo non hanno la stessa fortuna. Pochi paesi hanno preso la strada opposta permettendo di accumulare i passaporti.

Austria, Olanda e Germania hanno entrambi regole stringenti sulla doppia nazionalità al di fuori dell’Unione Europea. Nei giorni in cui i cittadini venivano regolarmente arruolati per massacrare i loro vicini, restrizioni sulla doppia cittadinanza avevano un senso. Adesso sembra fuori tempo, utili solo a lasciare gli immigrati, che non vogliono lasciare la propria nazionalità, come dei perenni fuori sistema.

WHO IS EUROPEAN?

Chi sono gli Europei dell’Unione allora? Se il passaporto può essere visto come come una merce o uno strumento politico, da una mano, o un impegno civile di lunga durata, dall’altra, l’elaborazione di regole comuni è pressoché impossibile. Sebbene gli Stati membri siano ben felici di mazzolare Malta e Cipro, loro non possono apprezzare le critiche di come loro stessi distribuiscono la cittadinanza.

Alcuni potrebbero esitare all’idea di concedere la doppia cittadinanza. Altri potrebbero essere nella scomoda posizione di riconoscere l’entità della loro diaspora come gli italiani e gli irlandesi.

Il “passaporto d’oro” è un grande potere per i paesi membri e difficilmente abbonderanno il diritto di venderlo al loro prezzo. Questo significa che probabilmente tollereranno che i loro vicini vendano i loro passaporti ai plutocrati.

Nel Pianeta del Capitalismo vendere il passaporto è l’essenza stessa del sistema e il fine ultimo della mercificazione dell’uomo e della politica.

Foto Mila Baumeister via unsplash

Di Gianluca Pocceschi

scrittore, ricercatore indipendente e analista geopolitico. Nasce a Grosseto nel 1981. Negli anni accademici esplora l’Europa dalla Faculté des Lettres, Langues et Sciences Humaines di Angers. Si laurea in Relazioni Internazionali all’Università di Perugia e dopo studi sulla dissoluzione dell’ex Jugoslavia vola all’Ambasciata d’Italia a Belgrado.
Nei Balcani inizia a scrivere e dopo collaborazioni con testate online fonda geuropa.it
Frontiere senza nazioni è il suo esordio letterario.