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Geopolitica Europea

Al Sovietico Bielorusso conviene Essere Europeo?

Il dirottamento del volo di linea Ryanair FR4978 partito da Atene e diretto a Vilnius rappresenta qualcosa di eccezionale: un evento mai visto. Ricostruisco l’accaduto narrandovi un breve storia recente dell’Ucraina e delle Bielorussia. Due simboli: la prima dell’Essere Russo e la seconda dell’Essere Sovietico. Essere Europeo allora a chi conviene?

Il volo FR4978 partito da Atene e diretto a Vilnius attraversa l’est Europa. Un territorio che quarant’anni fa era oltre la cosiddetta Cortina di Ferro. Oggi il Comunismo non c’è più. I Soviet sono stati sconfitti. La democrazia e il Capitalismo marciano a tappe serrate nel Mondo e anche nei vecchi orizzonti del socialismo reale.
La storia che vi racconto è senza precedenti. Distrugge accordi internazionali e convenzioni multipolari cementificati ancor prima del crollo del Muro. L’extraterritorialità dell’operazione messa in campo dai servizi segreti della Bielorussia ha messo a rischio 170 passeggeri di nazionalità europea. Lukashenko, il presidente bielorusso è un giocatore che non sta regole. L’URSS rispettava l’extraterritorialità, ma adesso nessuno è più al sicuro.
Ricostruiamo l’accaduto. L’aereo diretto nella capitale lituana e partito dalla Grecia deve sorvolare lo spazio aereo bielorusso. Prima di entrarvi viene diramato un allarme bomba. Il velivolo della flotta irlandese di aereonautica civile Ryanair viene affiancato da un MIG, aereo da guerra di fabbricazione russa, dell’aereonautica militare bielorussa.
Viene scortato all’aeroporto di Minsk. Vengono fatti salire i cani alla ricerca dell’esplosivo e i passeggeri scendono. Poche ore dopo l’aereo riparte per Vilnius senza 4 persone tra cui Roman Protasevich e la fidanzata Sofia Sapega. Si tratta di un dissidente russo che ha visto trasformarsi un volo di linea di una compagnia europea tra un paese e l’altro dell’Unione Europea in un dirottamento di Stato.
Molti giornalisti hanno lasciato la Bielorussia. Un pò per salvare la pelle e un pò perchè cacciati dalle forze di sicurezza di Minsk. Tutto questo ha il sapore di purghe di regime.
ucraina troppo divisa per essere europea
L’opinione pubblica europea sembra analizzare quello che sta accadendo in Bielorussia come qualcosa di simile all’Ucraina. Quello che di cui non hanno ricordo è di come è stata trattata l’Ucraina: sedotta per poi essere abbandonata e mutilata dalla Russia di parte del territorio come ritorsione dell’affronto.
La Russia occupa sostanzialmente Lugansk e Donetsk. Sono due città della regione del Donbass divenute ufficiosamente indipendenti nel corso del conflitto tra Kiev e queste città ribelli.
Il sogno di fare una Ucraina Made in UE si è tristemente risolto in due Ucraine: una Made in Russia e una Lost in Europe. Il veto all’entrata fu messo dall’Olanda ma, parliamoci chiaro, nessuno voleva l’Ucraina in Europa.
Anche se i leader e le opinioni pubbliche Occidentali hanno sostenuto la folla di milioni di cittadini di piazza Maidan a Kiev nel 2014, loro stessi devono ricordarsi che nel 2010, 12, 5 milioni di ucraini hanno votato, sotto gli occhi degli osservatori elettorali dell’UE, per  Viktor F. Yanukovich come presidente e per il suo programma di restaurare più stretti legami con la Russia.
L’estromissione del presidente eletto ha minato l’integrità territoriale Ucraina semplicemente perchè la Rus’ di Kiev è stato l’embrione della nascita della Russia. L’Ucraina era ed è troppo divisa per essere Europa perchè è la culla dell’Essere russo.
L’ESSERE SOVIETICO
“Un complotto del Regno Unito, Polonia e Repubblica Ceca.
Secondo il “dittatore” Lukashenko sono gli Stati che muovono le fila della protesta in Bielorussia. Sono loro i “pastori” delle “pecore” in rivolta (etichetta presidenziale data ai dimostranti).
Le condanne della repressione da parte di Unione Europea, USA, Germania, Francia e un’altra dozzina di paesi Occidentali adombrano le congratulazioni di Cina e Russia per l’ennesimo mandato a questo luogotenente ereditiero del potere sovietico in carica dal 1994. Ma non bastano.
La terra del Trattato “imperialista” di Brest – Litovsk che certificó la resa della Russia bolscevica nel 1918 è uno scoglio dove le sirene dell’Occidente non possono nemmeno avvicinarsi. Se Kiev è la culla dell’Essere russo, Minsk è quella dell’Essere sovietico.
E’ l’ultimo stato cuscinetto e anche se Lukashenko non è in empatia con Putin, un cambio al vertice potrebbe minare l’alleanza tra Minsk e Mosca.
La Russia del nuovo millennio ha una rinnovata forza e in Europa è militarmente presente in molti luoghi. In Trasnistria una regione della Moldavia dal 1991 è occupata militarmente sottraendola di fatto alla sovranità di Chisinau; l’Enclave di Kaliningrad tra Polonia e gli stati Baltici è un territorio grande come la Slovenia ma è terra russa staccata dalla madrepatria.
Abbiamo poi l’Akbazia e l’Ossezia occupate militarmente e rese indipendenti unilateralmente dopo la guerra dell’agosto 2008 contro la Georgia. Poi l’Ucraina “mutilata” di Donetsk, Lugansk e la Crimea, regioni russofono non più controllate da Kiev. L’ultimo è il Nagorno – Karabakh dove sono presenti militari russi per garantire la pace tra armeni e azeri dopo l’ultima guerra dell’ottobre 2020.
Ora c’è la Bielorussia!
Il gigantesco palazzo del KGB domina Minsk e non sarà semplice estirpare il legame che da sempre nutre e cementifica la società bielorussa a quella dei Soviet.

La lotta cominciata ad agosto non sembra arrestarsi. Ma conviene alla Bielorussia diventare Europa?

 

Di Gianluca Pocceschi

scrittore, ricercatore indipendente e analista geopolitico. Nasce a Grosseto nel 1981. Negli anni accademici esplora l’Europa dalla Faculté des Lettres, Langues et Sciences Humaines di Angers. Si laurea in Relazioni Internazionali all’Università di Perugia e dopo studi sulla dissoluzione dell’ex Jugoslavia vola all’Ambasciata d’Italia a Belgrado.
Nei Balcani inizia a scrivere e dopo collaborazioni con testate online fonda geuropa.it
Frontiere senza nazioni è il suo esordio letterario.